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"io sono l'oscurità, la vita e la morte" ricordi di Caius il Volturo

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"io sono l'oscurità, la vita e la morte" ricordi di Caius il Volturo

Messaggio  Ospite il Mer Apr 04, 2012 3:39 pm



Caius Il Volturo :
*Muscoli tesi, sensi pronti a percepire ogni movimento ,suono ,bisbiglio*...
Ma nulla, questa notte, il silenzio piu assoluto è calato sul palazzo e su Volterra, perfino i miei pensieri sembravano risuonare assordanti in questa sala dalle mura marmoree.
Seduto su questo trono, nell'oblio sensoriale,mi abbandono ai ricordi..
Rimembro battaglie di millenaria memoria, l'odore della terra misto al sangue, le urla di terrore del nemico in mia presenza, l'inebriante senso di paura marchiato nei loro cuori, il tremore e lo sgomento nei loro occhi quando mi vedevano apparire sul campo di battaglia...
Tutto ciò mi rese un dio per i mortali. Ma il pragmatismo dell'impero romano rivoluzionò tutto, nulla fu piu lo stesso e gli umani non accettarono gli dei tra loro, pensarono di essere gli esseri piu importanti di questo pianeta.
Allora decisi di confinarmi qui ,nell'oscurità , conducendo le sorti di tutti gli esseri ,facendo credere loro di essere liberi:
"Ma io sono l'oscurità, la vita e la morte, il terrore che alberga in ogni essere, io sono le tenebre che fagocitano la luce, sono Caius, Caius il Volturo. verrà il giorno nel quale invocheranno nuovamente la venuta di qualcuno che possa salvarli,, ed io sarò li, uscirò alla luce del sole,portando la morte nelle loro vite, ed in cambio mi adoreranno, come facevano un tempo.ma in attesa di quel giorno, mi accontenterò della loro linfa vitale, un giusto tributo per la loro stoltezza"

Victoria Rose Voltura
*dalle sue stanze,ode i pensieri del Padre Caius e mormora*
e così sarà ...

Elide Deiboschi
* dalla possente porta la testolina della fantasmina fa capolino e osservando il suo Sovrano con lo sguardo perso nel vuoto gli si avvicina*
che hai mio Cuore? ti senti forse solo? ti sei nutrito poco se vuoi ti vado a cercare una donzella giovane e fresca? ihihihihihihihihihih

Serephina Voltura *come un'anima inquieta vaga per i corridoi del palazzo, il pensiero del padre la coglie, si siede in un cantuccio e chiude gli occhi facendosi avvolgere dall'antica saggezza di quelle frasi*
"ed io sarò li, uscirò alla luce del sole,portando la morte nelle loro vite, ed in cambio mi adoreranno, come facevano un tempo.ma in attesa di quel giorno, mi accontenterò della loro linfa vitale, un giusto tributo per la loro stoltezza.."
*si riflette nello splendore delle parole del padre, le assorbe...una nenia antica inizia a recitare, silenti frasi che innondano il cuore...*

"Mordimi i palmi padre,
più a fondo di quanto riesca a fare
e benedicimi l'anima,
è te
che pregherò
con tutta me stessa
con l'arsenico sulla lingua
e filo spinato sulle caviglie."

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